Microchip e Anagrafe Canina

GHERLANZ DOTT. FURIO MEDICO VETERINARIO
GHERLANZ DOTT. FURIO MEDICO VETERINARIO

I microchip sono delle dimensioni circa di un chicco di riso e sono basati su una tecnologia passiva RFID.

Chi possiede un cane e obbligato per legge ad applicare il microchip e registrare l'animale all' Anagrafe Canina.

 

La legge regionale 20/2012 sancisce infatti l' OBBLIGO di registrazione dell'animale all'Anagrafe Canina e ne definisce le SANZIONI.

 

Secondo l'articolo 26 del comma 2 alla registrazione si provvede:

 

- entro il 60° giorno di vita dell'animale, da parte del detentore della fattrice;

- entro 10 giorni dalla data di acquisto o dell'inizio della detenzione per gli esemplari che non siano già registrati alla Banca Dati Regionali dell'Anagrafe Canina o che siano di provenienza estera:

- in ogni caso è oggligatoria la registrazione prima della cessione

 

Viceversa, il detentore del cane già registrato alla Banca Dati Regionali dell'Anagrafe Canina ha obbligo di denunciare entro 10 giorni al Comune di residenza:

 

- lo smarrimento del cane

- la sottrazione del cane, allegando copia della denuncia all'Autorità Giudiziaria

- la cessione del cane a titolo oneroso o gratuito, comunicando contestualmente le generalità e l'indirizzo del nuovo proprietario

- la morte del cane, allegando il certificato veterinario o quello del servizio pubblico che ha curato il ritiro dell'animale

- la variazione di residenza

 

NB: L'applicazione del microchip è obbligatoria anche per gatti e furetti nel caso debbano oltrepassare il confine nazionale, unitamente alla vaccinazione antirabica e alla compilazione del passaporto europeo che viene rilasciato dal Veterinario dell' ASSL. Per questi animali non è necessaria l'iscrizione all'Angrafe Canina.

 

Chirurgia ortopedica

Chirurgia ortopedica

Fratture 
Intervento per rottura legamento crociato anteriore del ginocchio (LCCr) con metodica di embricazione extracapsulare o tecnica osteotomica TTA (Avanzamento Tuberosità Tibiale)
Lussazioni
Osteotomie correttive
Amputazioni

 

La rottura del LCCr è la più comune lesione del ginocchio del cane Tale rottura può essere totale o parziale;
quest’ultima si può verificare a carico della sola banda cranio-mediale, durante la flessione del ginocchio, soprattutto se accompagnata da rotazione interna, o a carico della banda caudo-laterale, durante l’iperestensione dell’articolazione.
La rottura del LCCr non è quasi mai causata da un trauma, bensì la conseguenza dell’azione di molteplici fattori predisponenti, quali le variazioni di conformazione (come le deformazioni valga e vara del ginocchio) e glistress reiterati di lieve entità.
La lesione meniscale più frequentemente associata alla rottura del LCCr interessa il menisco mediale e ciò è dovuto alla sua notevole stabilità rispetto a quella del menisco laterale, che risulta, invece, più libero e mobile. 
 
La tecnica della TTA è stata fortemente influenzata da considerazioni biomeccaniche.
Le forze esterne ed interne che agiscono sul ginocchio hanno come risultato una forza a livello articolare approssimativamente parallela al legamento patellare. Se il plateau tibiale non è perpendicolare al legamento patellare in fase di carico si sviluppa una forza di taglio craniale che sollecita fortemente il legamento crociato craniale.
 Con la tecnica TTA, il legamento patellare è posizionato perpendicolare al plateau, che elimina la forza di taglio a livello tibiofemorale ed elimina il carico del crociato craniale rotto.
 
La tecnica è meno invasiva delle procedure alternative, minimizza i tempi chirurgici e la morbilità perioperatoria. Viene preservato il normale r.o.m. dell’articolazione, e non si riscontra la rottura del crociato caudale per perdita di supporto caudale. Il recupero dal punto di vista clinico è più rapido rispetto alle altre tecniche.

Chirurgia generale

Chirurgia generale

Laserterapia


Benefici effetti della luce sull'organismo
La maggior parte degli esseri viventi non potrebbe esistere senza luce le cui proprietà terapeutiche sono note e ampiamente accettate.
Il LASER è il più avanzato, il più tecnologico tipo di sorgente luminosa ed una delle terapie fisiche più diffuse, complice lo sviluppo delle nozioni riguardanti gli effetti della luce sull’organismo.
 
Gli effetti del laser sulle cellule
La luce laser attiva a livello cellulare e tissutale determinati effetti biologici indotti dall’assorbimento di specifiche lunghezze d’onda da parte di alcune molecole presenti nelle cellule e nei tessuti. Questi effetti, che dipendono dalle caratteristiche fisiche della radiazione laser (monocromaticità, elevatissima direzionalità e brillanza) ed anche dalle caratteristiche dei tessuti stessi, vengono sfruttati a scopo terapeutico dalla laserterapia.
A livello tissutale, secondo quanto riportato in letteratura, l’interazione con la radiazione laser può produrre 3 effetti: fotochimico, fototermico e fotomeccanico.
Le reazioni fotochimiche possono produrre processi complessi, i cui esiti nei tessuti irradiati si traducono, in un’azione antinfiammatoria, antiedemigena, analgesica e biostimolante.
L’effetto fototermico, generato dalle radiazioni laser, promuove gli effetti analgesici ed antinfiammatori ed è correlato al riscaldamento dei tessuti conseguente della dissipazione termica dell’energia assorbita.
Conseguente all’effetto foto termico e’ l’effetto fotomeccanico, dall’intensa azione biostimolante .
 
Il laser in terapia
La laserterapia è una tecnica terapeutica non invasiva e indolore che può essere applicata in traumatologia, riabilitazione e in tutte le patologie in cui sono presenti dolore, infiammazione, edema, ferite ed ulcere.
La laserterapia tradizionale si basa sull’impiego di luce laser che, trasferendo energia ai tessuti ne migliora il metabolismo e l’omeostasi, stimolando così il processo di guarigione.
A seconda delle sorgenti e delle diverse modalità di emissione, gli impulsi laser hanno diversi effetti terapeutici, e quindi diverse applicazioni cliniche.
 

Radiografie

Radiografie

Ecografie

Tra gli strumenti di diagnosi per immagini, l'ecografia è lo strumento decisivo che affianca la radiologia. 

Grazie all'ecografia, il veterinario può osservare la struttura interna degli organi anche in presenza di versamenti di tipo liquido, per poi eseguire prelievi ad ago mirati ed efficaci, anche da lesioni o masse di piccolo calibro.

Vaccinazioni


Vaccinazioni del cane
 
La vaccinazione è una stimolazione delle difese immunitarie dell’organismo animale così come di quello umano. I cuccioli sono protetti contro numerose malattie infettive dagli anticorpi materni ricevuti attraverso il colostro, il latte delle prime ore di vita. La protezione di origine materna dura pochi mesi, pertanto i programmi vaccinali iniziano verso i due mesi di vita dell’animale e si completano alla fine del quarto mese.
 
L’immunità acquisita con questo primo ciclo vaccinale non è tuttavia perenne e sono necessari richiami  per mantenere la protezione anticorpale adeguata.
 
 
Il programma vaccinale del cane comprende i vaccini contro:
 
PARVOVIRUS CANINO: rappresenta la più grave e comune malattia infettiva del cane, con periodiche epidemie. Si presenta con esordio improvviso, vomito e diarrea profusa, maleodorante ed emorragica che conduce rapidamente a grave disidratazione e collasso; anche il sistema cardiovascolare può essere direttamente colpito. L’esito fatale spesso inevitabile è piuttosto rapido anche nelle 24 ore successive all’esordio. L’unica protezione è la vaccinazione.
CIMURRO CANINO: altamente contagiosa con epidemie periodiche, spesso fatale o con sequele permanenti a carico del SNC come tic, episodi epilettici ma anche gravi deformazioni dei denti.
EPATITE INFETTIVA CANINA: grave infezione del fegato causata da un adenovirus (CAV1 )che nelle forme acute può portare a morte in 24-48 ore. In caso di sopravvivenza l’animale ne diventa portatore e può infettare altri cani (herd immunity)
LEPTOSPIROSI: viene veicolata dai roditori che eliminano le leptospire con le urine; il cane può essere infettato o direttamente da un altro cane infetto o indirettamente attraverso l’ingestione di materiale contaminato. Si manifesta in diverse forme cliniche come gastroenterite emorragica, nefrite, ittero. Il vaccino disponibile copre i due sierotipi più diffusi. E’ una patologia che può essere trasmessa all’uomo pertanto la vaccinazione assume ulteriore importanza clinica.
PARAINFLUENZA CANINA e BORDETELLA BRONCHISEPTICA: conosciuta anche come bronchite infettiva o “tosse dei cani”, è una malattia infettiva che colpisce il tratto respiratorio e si diffonde rapidamente soprattutto in canili ed allevamenti. Provoca una tosse secca, persistente anche per diverse settimane con estremo disagio dell’animale. In considerazione della diffusione nelle”comunità” di cani è fortemente consigliata a cani che vivono in collettività.
RABBIA: Il contagio avviene attraverso il morso o il contatto di una ferita con la saliva infetta di animali selvatici: in Europa è diffusa prevalentemente in Austria, Germania, Francia, Paese dell’Est, ma negli ultimi anni sono stati segnalati casi anche in Italia e precisamente in Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. E’ un’altra zoonosi che può essere trasmessa all’uomo. E’ obbligatoria se si porta il proprio cane all’estero e nelle zone in cui è presente la malattia.
BORRELIA BURGDORFERI: agente della Malattia di Lyme, viene trasmessa al cane da zecche infette. La vaccinazione deve essere riservata a cani che abitano in zone endemiche  L’immunità conseguente alla vaccinazione dura circa 1 anno, per cui vanno effettuati richiami annuali.
 
Tabella 1: PIANO VACCINALE PER IL CUCCIOLO:
 
6-8 settimane Parvovirosi; Cimurro; Adenovirus CAV-2; Virus della Parainfluenza (solo se necessario)
10-12 settimane Parvovirosi; Cimurro; Adenovirus CAV-2; Leptospirosi;); Virus della Parainfluenza (solo se necessario)
14-16 settimane Parvovirosi; Cimurro; Adenovirus CAV-2; Leptospirosi 
Rabbia (se necessario)
1 Anno dopo Parvovirosi; Cimurro; Adenovirus CAV-2; Leptospirosi; Virus della Parainfluenza (solo se necessario)
Da richiamare ogni ANNO Rabbia (se necessario)
 
 
 
Tabella 2 : PIANO VACCINALE PER UN CANE CHE VIENE VACCINATO PER LA PRIMA VOLTA DA ADULTO:
 
Tempo zero Parvovirosi; Cimurro; Adenovirus CAV-2; Leptospirosi;  Virus della Parainfluenza (solo se necessario)
3 settimane dopo Parvovirosi; Cimurro; Adenovirus CAV-2; Leptospirosi; Rabbia (se necessario); Virus della Parainfluenza (solo se necessario)
Da richiamare ogni anno Rabbia se necessario.
 
 
 
Tabella 3: PIANO VACCINALE DEL GATTO:
 
Entro il secondo mese di vita gli anticorpi materni cominciano a ridursi e diventa necessario   sottoporre il gattino alle vaccinazioni consigliate; il secondo richiamo segue dopo 3 -4 settimane e successivamente sarà annuale.
 
Le vaccinazioni sono tre, conosciute con il nome di “trivalente”e comprendono:
 
RINOTRACHEITE (herpes virus)
CALICIVIROSI (calici virus)
GASTROENTERITE VIRALE o PANLEUCOPENIA
Le vaccinazioni accessorie disponibili riguardano:
 
CLAMIDIOSI
LEUCEMIA FELINA
 

Detartrasi e chirurgia del cavo orale

La detrartrasi consiste nell'asportazione del tartaro dentale e nella rimozione della placca tramite l'uso di uno strumento ad ultrasuoni assolutamente innocuo per la salute degli animali.

L'animale affetto da gengivite-periodontite, dovuto alla presenza del tartaro, manifesta dolenzia alla prensione degli alimenti, disoressia e alito fetido. 

Anestesiologia

con particolare attenzione al dolore intrachirurgico e postchirurgico. Pratica anestesiologica con induzione venosa e mantenimento mediante gas anestetico (Isofluorano). Somministrazione pre e intrachirurgica di analgesici oppiacei, per un controllo del dolore chirurgico e post chirurgico, mediante un sistema TCI, che utilizza un software e una pompa infusione garantendo corrette concentrazioni plasmatiche del farmaco tali da mantenere l’analgesia efficace nel paziente. Il paziente e’ costantemente monitorato nei suoi parametri vitali: tracciato elettrocardiografico, misurazione costante dellaCO2 espirata,  pressione sistolica,diastolica e media, temperatura; concentrazione del gas anestetico. E’ utilizzato, inoltre, un ventilatore meccanico per il controllo dell’attività respiratoria del paziente.

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